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Sette anni di guerra al terrorismo: un bilancio

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Sette anni di guerra al terrorismo: un bilancio

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Militari americani a Kabul, oggi, durante una cerimonia commemorativa. Sono proprio gli attacchi dell’11/9/2001 all’origine della loro presenza in Afghanistan. Arrivarono quasi sette anni fa, quando Bush dichiaro’ la guerra ad Al Qaida e ai taleban.

Guerra che nonostante i 30mila uomini dispiegati, affiancati da 40mila soldati della Nato, continua, aggravando il numero delle perdite. Dall’inizio del conflitto sono 517 i soldati americani morti nel corso di attacchi sferrati dai taleban.

Quanto ai soldati Nato, membri della forza internazionale dell’Isaf, solo negli ultimi due anni hanno perso la vita in 525. Gli attacchi sono sempre piu’ clamorosi: l’ultimo è stato l’imboscata in cui sono morti dieci soldati francesi lo scorso 18 agosto. L’Eliseo è convinto che gli esecutori non fossero afghani. E questo confermerebbe l’ipotesi secondo la quale dietro l’insurrezione pachtun che mira a “cacciare le truppe d’occupazione straniere”, cosi’ si legge nei loro comunicati, vi sia l’aiuto logistico, finanziario e ideologico di al Qaida.

La rete islamista avrebbe ricostituito una vasta base nelle zone piu’ remote del Paese, alla frontiera pakistano-afghana, rinsaldando l’alleanza coi militanti pakistani.

E’ chiaro che l’intesa degli Stati Uniti col Pakistan, promosso da Washington ad alleato privilegiato nella guerra contro il terrorismo, è stata fallimentare. Questo paese dotato dell’arma nucleare, oggi piu’ che mai instabile, è diventato il principale luogo di passaggio degli djihaidisti del mondo intero.

L’impennata islamista in Afghanistan è secondo numerosi osservatori il prezzo da pagare per la guerra in Iraq. L’amministrazione Bush sarebbe colpevole di negligenza: a partire dal 2003 ha spostato l’operato dei servizi segreti, e l’impegno militare di migliaia di uomini, in Iraq.

Qui il cambiamento di strategia imposto dai nuovi vertici militari Usa e il voltafaccia delle tribu’ sunnite irachene contro Al Qaida, hanno pero’ permesso negli ultimi mesi di dividere per dieci il numero degli attentati. Col conseguente ritiro, annunciato da Bush nei giorni scorsi, di “8mila soldati dall’Iraq, da destinare in Afghanistan.”

Un bilancio della situazione in Afghanistan non puo’ non riportare le perdite tra la popolazione civile: solo nel 2008 si registrano oltre novecento vittime di attentati, senza contare gli “errori” degli americani, come il 9 settembre scorso, quando un raid Usa nella provincia di Herat ha fatto novanta vittime, donne e bambini compresi.