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Al via al CERN di Ginevra l'esperimento del secolo

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Al via al CERN di Ginevra l'esperimento del secolo

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Cosa successe 13,7 miliardi di anni fa, subito dopo il Big Bang all’origine dell’universo?

Una risposta potrebbe arrivare da domani quando al Cern si darà il via al piu’ grande esperimento del secolo. I ricercatori del Centro Europeo per la Ricerca Nucleare, il maggiore laboratorio al mondo di fisica delle particelle, al confine tra Svizzera e Francia, alla periferia di Ginevra, sono giustamente fieri dell’impresa.

Per il responsabile del progetto, Lyn Evans, “si è trattato di un immenso risultato scientifico e ingegneristico. E’ il piu’ importante progetto del genere mai concepito al mondo.”

Al centro dell’esperimento il Large Hadron Collider, il piu’ grande collisionatore di particelle mai costruito, un enorme anello dalla circonferenza di 27 chilometri e collocato a 100 metri di profondità. Intorno sono posizionati quattro grandi rivelatori in cui si produrrano le collisioni tra fasci di particelle subnucleari.

La velocità raggiunta è di circa 300mila chilometri al secondo; si verificheranno sino a 600 milioni di collisioni al secondo; da cui la produzione anche di particelle sino a oggi sconosciute e mai osservate che potrebbero spiegare piu’ di un mistero dell’universo.

“Una questione molto importante riguarda la materia mancante dell’universo. Sappiamo di poterne vedere solo il 4%, il restante 96% è un mistero. Da questo esperimento contiamo di chiarire da dove derivi quel 96%.”

Al di là dei misteri della massa oscura e della materia dell’universo, i ricercatori del CERN contano di trovare risposta ad altre grandi domande.

Ogni anno il collisionatore produrrà 15 milioni di gigaotteti di dati, che verranno raccolti, stoccati e analizzati in duecento centri diversi in giro per il mondo.

Circa cinquemila tra fisici e ingegneri, provenienti anche da paesi in guerra, come israeliani e palestinesi, lavorano da dieci anni su un progetto che rischia di sconvolgere la teoria delle particelle elementari.

Questo ha generato paure anche all’interno della comunità scientifica – c‘è infatti chi teme che l’esperimento generi buchi neri che, crescendo di volume, finiranno per inghiottire la materia che li circonda, compreso il nostro pianeta.

Fantascienza, hanno tagliato corto al Cern.