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Polemica sui contratti per gli immigrati, il governo difende la sua politica

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Polemica sui contratti per gli immigrati, il governo difende la sua politica

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Il governo spagnolo ha difeso la sua politica sull’immigrazione e ha tentato di arginare una polemica nata dalle parole del ministro del lavoro Celestino Corbacho. Il ministro aveva detto che i contratti nei Paesi d’origine saranno quasi azzerati nel 2009 per far fronte all’aumento della disoccupazione.

Il vicepremier Maria Teresa Fernandez De la Vega ha corretto il tiro. “I contratti nei Paesi d’origine si faranno in base alle necessità”, ha detto. “In ogni caso, ci saranno contratti per gli stagionali. I reclutamenti saranno determinati dalle parti sociali, dagli imprenditori, dai sindacati, dai governi regionali, dai comuni. Non cambieremo linea, non cambierà nulla”.

Negli ultimi sette mesi sono stati conclusi 88mila contratti di questo tipo nel Paese che conta cinque milioni di immigrati.

Il governo Zapatero ha fatto del sostegno all’immigrazione legale uno dei suoi cavalli di battaglia. Nel 2005 approvò una regolarizzazione di massa. Sono due milioni e mezzo i disoccupati registrati in agosto, tra cui 500mila immigrati: molti hanno perso il lavoro a causa della crisi del settore immobiliare.