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La Spagna blocca il reclutamento di lavoratori nei Paesi d'origine per far fronte alla disoccupazione


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La Spagna blocca il reclutamento di lavoratori nei Paesi d'origine per far fronte alla disoccupazione

La Spagna cancellerà il reclutamento dei lavoratori stranieri nei loro Paesi d’origine. La decisione, che si è già attirata una serie di critiche da parte di sindacati e imprese, sarà applicata entro il 2009.

Negli ultimi sette mesi sono stati conclusi 88mila contratti di questo tipo nel Paese che conta cinque milioni di immigrati.

Una decisione motivata dal governo Zapatero con il continuo aumento del numero di disoccupati, due milioni e mezzo in agosto, tra cui 500mila stranieri.

“Le cause della disoccupazione non si devono ricollegare ai contratti nei Paese di origine. Il numero di questi contratti deve essere regolato, ma è il mercato del lavoro stesso che lo fa, è sempre stato così”, ha detto Almudena Fontecha, sindacalista della Ugt.

Il governo Zapatero ha fatto del sostegno all’immigrazione legale uno dei suoi cavalli di battaglia. Nel 2005 approvò una regolarizzazione di massa.

A luglio ha annunciato invece un piano di aiuto per immigrati di Stati non appartenenti all’Unione Europea che abbiano perso il lavoro e vogliano tornare nel loro Paese.

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