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La riabilitazione della Libia di Gheddafi

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La riabilitazione della Libia di Gheddafi

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La riconciliazione tra la Libia di Gheddafi e la comunità internazionale inizia quattro anni fa: nel 2004 Tripoli e Washington riallacciano i contatti, il dialogo riprende, le sanzioni economiche sospese.

Bestia nera degli USA per decenni, Mouammar Gheddafi, sin dal 1969, alla presa del potere, fa scelte anti-americane: nel ’73 nazionalizza il settore petrolifero e chiude il Golfo della Sirte alla flotta statunitense. L’ambasciatore americano lascia Tripoli. Nel ’78 Washington impone le prime sanzioni.

Gheddafi sfrutta allora le immense ricchezze petrolifere libiche per far sentire il suo peso: impone una aumento del prezzo del barile, aprendo cosi’ la strada agli altri paesi produttori. E appoggia la rivoluzione di Khomeini.

L’isolamento è definitivo col coinvolgimento della Libia in diversi atti terroristici. Nell’86 un attentato in una discoteca di Berlino frequentata da militari americani fa tre morti e 260 feriti.

La ritorsione americana contro Tripoli e Benghazi provoca 41morti: raid aerei colpiscono una caserma e una residenza di Gheddafi. Uccisa una figlia adottiva e ferita la moglie.

Due anni dopo un boeing della Pan Am esplode in volo sulla città scozzese di Lockerbee: muoiono 270 persone. I sospetti cadono subito sulla Libia. Stati Uniti e Gran Bretagna, attraverso il Consiglio di Sicurezza dell’Onu, fanno di tutto per ottenere l’estradizione dei due presunti responsabili.

Segue un lungo braccio di ferro – le sanzioni internazionali si inaspriscono, sino alla consegna dei sospetti, il processo all’Aja, la condanna per uno di loro.

Ma nel 2003 il regime libico invia una lettera all’Onu in cui riconosce le proprie responsabilità nell’attentato e versa due miliardi e mezzo di dollari come risarcimento alle famiglie delle vittime.

Oggi Tripoli è in piena fase di riabilitazione. La Francia e poi l’Italia di recente hanno già normalizzato le loro relazioni con questa potenza regionale e il suo controverso leader – un partner difficile ma imprescindibile per l’Occidente.