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Angola al voto dopo 16 anni tra disocragnizzazione e lunghe code

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Angola al voto dopo 16 anni tra disocragnizzazione e lunghe code

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Molti seggi hanno aperto in ritardo e altri sono rimasti chiusi, mentre in alcune postazioni di voto mancavano le liste elettorali, come hanno constatato gli osservatori dell’Unione Europea. Dalle urne non dovrebbero arrivare sorprese. Poche le chance per il partito Unita che ha già denunciato intimidazioni nella campagna elettorale, scontata la conferma del presidente Jose Eduardo dos Santos del Movimento Popolare di Liberazione dell’Angola, partito al potere dal 1975.

Il punto interrogativo è soprattutto sul dopo elezioni: l’ultima volta, nel 92, l’Unita si ritirà dalla competizione e il paese ripiombò nella guerra civile. “Confronto al 92 l’impressione è molto positiva – dice un osservatore – considerato che sono le prime elezioni in 16 anni l’atmosfera è molto calma”.

I risultati non si conosceranno prima di una settimana. L’Angola è il secondo paese africano produttore di petrolio, esportato prima di tutto in Cina, ma questa ricchezza non è affatto redistribuita. I due terzi della popolazione vive con meno di due dollari al giorno e la disoccupazione è al 40 per cento