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Eurodeputati solo a Bruxelles? L'incidente a Strasburgo rilancia il dibattito sulla sede unica

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Eurodeputati solo a Bruxelles? L'incidente a Strasburgo rilancia il dibattito sulla sede unica

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La sede dell’Europarlamento a Strasburgo, resa inagibile dal crollo di un controsoffitto un mese fa, non sarà pronta nemmeno per la seconda sessione plenaria, a fine settembre. I deputati dovranno quindi riunirsi ancora a Bruxelles. L’incidente è diventato l’occasione per riflettere sulle ingenti spese di trasporto derivanti dall’esistenza di sedi diverse per il Parlamento europeo e molti deputati hanno chiesto che Bruxelles diventi la sede unica. Un’argomentazione cui altri si oppongono, ricordando, che in base ai trattati vigenti, 12 sessioni l’anno si devono tenere a Strasburgo.

Joseph Daul dichiara:“Un deputato europeo che voglia avere sede a Bruxelles e solo a Bruxelles non è onesto. Un deputato europeo è tenuto a viaggiare e se voglio vedere la Banca Centrale europea a Francoforte vado a Francoforte, sono obbligato ad andare in Lussembrugo se devo andare alla Corte di giustizia europea, per i veterinari devo andare a Dublino, per l’agenzia alimentare a Parma, quindi un deputato europeo non puo’ lavorare e avere sede unicamente a Bruxelles.”

Nei giorni scorsi, a Bruxelles, alcuni parlamentari euroscettici, provocatoriamente armati di elmetti per ricordare il dissesto di Strasburgo, avevano manifestato contro lo “spreco” rappresentato dal trasloco che avviene ogni mese dalla sede in Belgio a quella in Francia.

Jorgo Chatzimarkakis afferma: “I cittadini europei devono sapere che le loro tasse vengono sprecate per cose insensate. La questione non è la gloria della Francia, o i trattati, ma la politica che deve adattarsi al proprio tempo. Viviamo in un’epoca di cambiamenti climatici, di efficienza energetica. Come possiamo chiedere ai cittadini di stringere la cinghia, mentre noi deputati facciamo la spola come pazzi tra Strasburgo e Bruxelles?”

Il trasloco mensile, che oltre ai parlamentari coinvolge migliaia di impiegati, avvocati e giornalisti, costa ogni anno ai contribuenti oltre 200 milioni di euro. Nel 2006, una petizione per la sede unica aveva raccolto oltre un milione di firme. Per unificare le sedi è però necessaria una riforma dei Trattati e la Francia si è sempre opposta.