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Tramonto arancione in Ucraina

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Tramonto arancione in Ucraina

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Lo scontro istituzionale in Ucraina fra il presidente Viktor Iushenko e la premier Julia Timoshenko sembra destinato ad affossare definitivamente la rivoluzione arancione.

Nata nel novembre del 2004 sul filo di una rivolta pacifica contro la vecchia guardia e su una politica filo occidentale che prendeva le distanze da Mosca, la rivoluzione arancione ha conosciuto i primi contraccolpi a causa della rivalità all’interno della coppia politica di punta.

Il neonato governo dura poco. Nel 2006, il fallimento dell’alleanza tra Iushenko e Timoshenko, rispettivamente presidente e primo ministro, lascia il paese senza esecutivo per mesi.

Un esperimento di coabitazione tra il presidente e il filo-russo Viktzor Ianukovic fallisce in breve tempo.

Nuove elezioni l’anno dopo non hanno modificato radicalmente gli equilibri, tranne l’uscita di scena di partiti minori. Iushenko e Timoshenko hanno allora tentato la resurrezione della coalizione arancione, che oggi pare definitivamente affossata.

La crisi Georgiana è la cartina al tornasole che ha fatto apparire ad occhio nudo la vera frattura all’interno della maggioranza.

Mentre Iushenko sosteneva la Georgia, la Timoshenko si chiudeva in un imbarazzato silenzio. mentre lui organizzava una grande parata nel giorno dell’indipendenza, lei qualificava l’evento come una provocazione, nei confronti della Russia.

Sulla signora della politica di Kiev si affollano i sospetti di aver cercato di attirare le simpatie di Mosca in vista delle presidenziali tra un anno. Oggi la posizione di Julia Timoshenko è a dir poco delicata. Se non si allea con i pro russi con i quali ha votato, una clausola nella costituzione determinerà la dissoluzione del parlamento. Se si allea, la sua popolarità rischia di crollare e l’iconica treccia bionda potrebbe sparire dalla scena politica ucraina.