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UE: politiche sociali, dall'Europarlamento critiche alla Commissione

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UE: politiche sociali, dall'Europarlamento critiche alla Commissione

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La nuova agenda sociale della Commissione europea è stata accolta con qualche perplessità dagli eurodeputati. Le misure proposte per la lotta alle discriminazioni e la difesa del mondo del lavoro, secondo Bruxelles, a rafforzare e coordinare le azioni dell’Europa in ambito sociale, ma alcuni parlamentari di entrambi gli schieramenti dubitano che siano abbastanza incisive.

Il deputato socialista Alain Hutchinson commenta: “Abbiamo chiesto che ci siano garanzie sull’insegnamento della cultura, sulla salute, su diversi settori che riteniamo importanti per la protezione sociale dei cittadini europei. Non abbiamo proposte di legge in materia, abbiamo solo comunicazioni. E’ del tutto insufficiente.”

Con motivazioni diverse, anche il fronte conservatore ha espresso critiche ai provvedimenti, che l’Europarlamento è chiamato a votare a fine mese. Philip Bushill-Matthews sottolinea: “Non si dà abbastanza attenzione al ruolo che rivestono le piccole e medie imprese nel creare posti di lavoro. In alcuni casi, in qualche Paese, rappresentano il maggior numero di lavoratori. Dobbiamo ascoltare le voci delle piccole realtà, della gente comune, anziché solo quella delle grandi aziende e dei grandi sindacati.”

Avere norme in materia sociale comuni a tutti i Ventisette. Questo lo scopo delle misure proposte, che, oltre al mondo del lavoro, riguardano anche la sanità, inclusi i diritti dei cittadini di uno Stato europeo che vogliono essere curati in un altro Paese dell’Unione.