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Medvedev: "La Russia non è isolata; ma ai Ventisette sfuggono i motivi dietro le scelte di Mosca"

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Medvedev: "La Russia non è isolata; ma ai Ventisette sfuggono i motivi dietro le scelte di Mosca"

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Dalla residenza estiva di Soci, sul Mar Nero, la prima reazione del presidente russo Medvedev al vertice straordinario europeo di lunedi’, in cui i Ventisette hanno deciso di non imporre sanzioni alla Russia.

euronews: Presidente, come valuta i risultati del vertice straordinario dei Ventisette nel quadro delle relazioni Russia-Unione Europea?

Medvedev: “Ho seguito da vicino lo svolgersi del vertice. Non le nascondo che ho avuto colloqui preliminari coi miei omologhi. A mio avviso, il risultato è in chiaroscuro. Per prima cosa, purtroppo l’Unione Europea non ha del tutto compreso le motivazioni che hanno guidato la Federazione Russa. Mosca ha deciso di rispondere all’aggressione della Georgia; quindi ha preso la decisione di riconoscere l’Ossezia del Sud e l’Abkhazia in quando soggetti independenti del diritto internazionale. E’ un peccato che l’Europa non abbia compreso, ma non è una tragedia: nel mondo tutto cambia.

Poi c‘è un altro fatto, secondo me molto piu’ positivo: nonostante alcune divisioni sulla questione tra gli stati dell’Unione Europea, è prevalso il punto di vista piu’ ragionevole e realistico. Alcuni stati chiedevano sanzioni irreali. Questo non è successo, e questo secondo me è nell’interesse dell’Europa, dell’Unione Europea in particolare. “

euronews: Si ha ancora l’impressione che la Russia, dopo aver riconosciuto l’indipendenza dell’Ossezia del Sud e dell’Abkhazia, si sia trovata isolata dal resto della comunità internazionale. E’ d’accordo?

Medvedev: “Non c‘è alcun isolamento, la Russia non vuole l’isolamento, anzi l’isolamento è impossibile. C‘è poi un’altra questione: è che dopo il riconoscimento dell’indipendenza dobbiamo ripensare le strutture che vigilano sulla sicurezza del nostro mondo, un mondo che sarà ancora piu’ complesso in futuro. Per me è chiaro che quello che è successo dopo l’aggressione georgiana l’otto agosto scorso ha reso prioritaria l’intera questione. L’attuale struttura si è rivelata inefficace.”

euronews: Si parla ancora di eventuali sanzioni, come l’esclusione dal G8 o dall’Organizzazione Mondiale per il Commercio. Nel caso venissero prese queste misure, come reagirebbe la Russia? e un’altra domanda che riguarda i cittadini europei – la calda estate caucasica non rischia di tradursi nel freddo inverno europeo?

Medvedev: “La questione delle sanzioni è sempre complessa, le sanzioni sono un’arma a doppio taglio, e la stessa posizione presa dall’Unione Europea mostra quanto sia pericolosa la scelta delle sanzioni. La ragione ha avuto la meglio, e si vede il risultato. Quanto ad altri organismi internazionali, come il G8… Il G8 senza la Russia non e piu’ la stessa cosa, e l’ha capito il G8 stesso che senza la rappresentanza di paesi come la Cina o l’India, se non si ricorre al meccanismo che permette di coinvolgere stati esterni al G8, molte decisioni non avrebbero fondamento, tanto piu’ se si esclude la partecipazione della Russia. Quindi un G8 senza la Russia non potrebbe esistere. E se continuerà a volersi riunire non sarà di beneficio alcuno all’ordine mondiale odierno.

“L’OMC è una questione economica a parte. Noi ci teniamo particolarmente a diventarne membri. Ma non a qualsiasi prezzo. Le trattative vanno avanti da parecchio, purtroppo non in modo del tutto positivo. La nostra posizione è semplice. Se non troviamo presto un accordo dovremo interrompere l’adesione a una serie di obblighi che ci sono imposti nel quadro dell’OMC. E questo succederà probabilmente se l’avvicinamento all’Organizzazione non si realizza. La presenza della Russia nell’OMC non è solo un obiettivo della Federazione Russa ma un’esigenza per le altre economie. Come andranno le cose, solo il tempo potrà dirlo.

“Ci sono altri modi poi per influenzare gli eventi: non credo che avremo davanti “un freddo inverno”, non sarebbe nell’interesse di nessuno.”

euronews: Mi riferivo alla fornitura di idrocarburi alla Europa.

Medvedev: “Certo, ho capito che si riferiva a questo. Noi rispetteremo gli impegni presi dalla Russia in quanto è tra i maggiori fornitori all’Europa di idrocarburi.”

euronews: Secondo molti analisti con la crisi nel Caucaso si è voltata l’ultima pagina della storia della Russia post-sovietica, dando il via a un nuovo mondo, cosa a cui Lei ha già accennato.
La Russia come costruirà le sue relazioni cogli stati vicini, in particolare con l’Ucraina, e col resto del mondo in generale?

Medvedev: “Costruiremo le nostre relazioni con tutti gli altri paesi in base a criteri comuni. Lei ha ragione, io ho già detto che i fatti dello scorso agosto hanno messo in evidenza l’imperfezione dell’attuale struttura che vigila sulla sicurezza mondiale. Dobbiamo riformarla da cima a fondo, basandoci sulle realtà di oggi. Recentemente ho delineato i cinque principi che informeranno la politica estera della Russia. Vorrei riprenderli.

“Primo: la Russia si atterrà a tutte le regole del diritto internazionale in materia di rapporti tra nazioni civili.

“Secondo: la Russia crede nella necessità che il mondo sia multipolare, e ritiene che il predominio unipolare di un solo stato sia inaccettabile, qualunque sia lo stato.

“Terzo: siamo ovviamente interessati a tessere rapporti cordiali con tutte le nazioni – in Europa, Asia, Africa, Stati Uniti, con tutte le nazioni del nostro pianeta. Relazioni che saranno tanto piu’ profonde quanto le nazioni saranno disposte a essere nostri partner.

“Quarto: credo che la priorità assoluta per noi sia di tutelare la vita e la dignità dei cittadini russi, ovunque essi siano. E questa è anche una delle priorità della politica estera russa.

E quinto, e con questo concludo: ritengo che la Russia, come ogni stato, abbia delle regioni a cui presta particolare attenzione, sono regioni a interesse privilegiato. E con gli Stati che si trovano in queste regioni costruiremo una relazione speciale, sul lungo periodo.”

euronews: C‘è il pericolo che il riconoscimento dell’indipendenza dell’Ossezia del Sud e dell’Abkhazia diffonda aspirazioni separatiste in altre parti del Cuacaso, in Daghestan o in Inguscezia, per esempio?

Medvedev “Non ne vedo il pericolo, a meno che all’estero qualcuno se ne stia occupando, immaginando scenari che prevedono lo smembramento della Russia.”

euronews: Qual è la principale lezione che ha tratto dall’ultima crisi in merito alle relazioni tra gli Stati Uniti e la Russia?

Medvedev: “Non credo che questa sia stata una vera grande crisi, almeno rispetto al periodo sovietico; una tensione in ogni caso esiste.

“E questa tensione è una conseguenza delle scelte irragionevoli degli Stati Uniti nei confronti della Georgia. A un certo punto le hanno fatto credere che tutto fosse possibile, come se le avessero dato carta bianca, la possibilità di agire con qualsiasi mezzo. Come è finita è sotto gli occhi di tutti. E oggi credo che negli Stati Uniti qualcuno sarà deluso che il progetto “Georgia libera” sia finito male. Il leader è in cattive acque, il regime è in crisi, la situazione è tesa. Prima risolveranno la faccenda i nostri partner americani, migliori saranno i rapporti Usa-Russia. E noi siamo disponibili a una piena, totale ripresa delle relazioni cogli Stati Uniti d’America.”