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Putin attacca gli Stati Uniti, Washington ripensa le relazioni con Mosca

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Putin attacca gli Stati Uniti, Washington ripensa le relazioni con Mosca

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Il parlamento georgiano ha votato all’unanimità per la rottura delle relazioni diplomatiche con la Russia.

Si tratta di una ritorsione diretta alla decisione del Cremlino di riconoscere l’indipendenza di Abkhazia e Ossezia del sud e un modo per protestare contro la presenza delle truppe russe nell’area.

Spetta ora al governo di Tiblisi prendere la decisione finale. Mentre l’Unione europea sta riflettendo sulla possibilità di imporre sanzioni a Mosca, gli Stati Uniti fanno sapere che potrebbero rimettere in discussione certi aspetti delle relazioni con la Russia.

“Stiamo rivalutando le nostre relazioni con loro”, ha detto la portavoce della Casa Bianca Dana Perino. “E lo stiamo facendo di concerto con i nostri partners internazionali, come la Francia, ma anche con molti altri, come la Germania e gli altri paesi della Nato”.

In questa guerra di dichiarazioni, dalla Russia arrivano le affermazioni più inquietanti. Il primo ministro russo Vladimir Putin ha detto in un’intervista che l’attacco georgiano all’Ossezia del sud potrebbe essere stato pianificato per ragioni molto lontane dal Caucaso.

“Sospetto sempre più che qualcuno, negli Stati Uniti, abbia lasciato esplodere questo conflitto apposta, per creare una situazione di tensione che avvantaggi uno dei due candidati in corsa per la Casa Bianca”.

Putin non lo dice ma pensa, probabilmente al repubblicano Mc Cain, improvvisamente risalito nei sondaggi nei giorni della guerra, mentre Obama era in vacanza. Washington parla di assurde illazioni.

Intanto il presidente russo Dimitri Medvedev non è riuscito a convincere nessuno dei paesi asiatici dell’Organizzazione per la cooperazione di Shangai.

Il vertice di Dushambe in Tagikistan si è concluso con una dichiarazione che saluta il ruolo attivo di Mosca nel Caucaso, ma nessuno si è impegnato a riconoscere le repubbliche separatiste della Georgia.