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Karadzic di nuovo davanti alla Corte dell'Aja e non si proclama né colpevole né innocente. Il processo va avanti

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Karadzic di nuovo davanti alla Corte dell'Aja e non si proclama né colpevole né innocente. Il processo va avanti

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L’ex leader politico dei serbi di Bosnia Radovan Karadzic è comparso per la seconda volta davanti alla Corte del Tribunale Penale Internazionale dell’Aja e si è rifiutato di dichiararsi colpevole od innocente rispetto agli 11 capi d’accusa formulati nei suoi confronti.
Il nuovo giudice, il britannico Iain Bonomy, gli ha chiesto un pronunciamento al riguardo che Karadzic ha rispedito al mittente.

Una tattica dilatoria identica a quella adottata lo scorso 31 luglio nel corso della prima udienza processuale. Karadzic ha anche ribadito che non ritiene la Corte in grado di garantirgli un processo equo ed ha di nuovo denunciato le irregolarità che secondo lui hanno costellato il suo arresto e il suo trasferimento in Olanda.

Arrestato in Serbia lo scorso 21 luglio dopo 13 anni di latitanza Karadzic è accusato di crimini di guerra e contro l’umanità. Gli viene attribuito un ruolo chiave nella pianificazione della pulizia etnica nella guerra di Bosnia che tra i 1992 e il 1995 fece 100 morti e costrinse milioni di persone alla fuga. Karadzic, secondo l’accusa, ebbe un ruolo chiave anche nel massacro dei musulmani bosniaci di Srebrenica e nell’assedio di Sarajevo.

Nel corso della prima udienza l’ex capo dei serbi di Bosnia aveva tirato in ballo gli americani che in segreto, ha spiegato, gli avevano garantito l’impunità in cambio del suo ritiro dalla vita politica.