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Crisi in Georgia, l'Europa non proporrà sanzioni contro la Russia

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Crisi in Georgia, l'Europa non proporrà sanzioni contro la Russia

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Scambi di insulti in stile guerra fredda tra gli ambasciatori di Mosca e Washington, ma nonostante la tensione, il Consiglio di sicurezza dell’Onu, riunito per affrontare la crisi in Georgia, non prende alcuna decisione.

La Casa Bianca, che fa sapere di stare riconsiderando i rapporti con la Russia, evoca lo spettro di possibili sanzioni contro Mosca, aggiungendo però che per il momento è “prematuro” parlarne.

Tono più duro anche da parte russa. Intervistato da un canale statunitense, il capo del governo Putin ha accusato Washington di aver programmato la crisi in Georgia per creare difficoltà ad uno dei candidati alle presidenziali statunitensi.

Chi prova ad ammorbidire le posizioni, invece, è il consiglio dei ministri degli Esteri dei 27. Nonostante le pressioni di Polonia e paesi Baltici, l’Unione europea non parlerà di sanzioni contro Mosca, al Vertice straordinario di lunedì. A indurre alla moderazione, anche le speculazioni della stampa russa sull’imminente chiusura degli oleodotti verso l’Europa; una eventualità smentita dalla Russia.

Tensione anche sul terreno. Dopo il riconoscimento di Mosca dell’indipendenza di Abkhazia e Ossezia del Sud, le due repubbliche ribelli si dicono pronte ad accogliere installazioni militari russe sul loro territorio.