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L'Ue considera sanzioni contro la Russia

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L'Ue considera sanzioni contro la Russia

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L’Unione europea prende in considerazioni sanzioni contro la Russia, mentre Mosca incassa un tiepido sostegno da parte degli alleati asiatici.

Nel corso del summit dell’Organizzazione per la cooperazione di Shangai, tenutosi a Dunchanbé in Tadjikistan, i cinque stati membri, tra cui la Cina, hanno riconosciuto il ruolo attivo del Cremlino nella regione senza però andare oltre.

Senza cioè riconoscere Abkhazia e Ossezia del Sud, come si attendeva Mosca. Ecco il commento del presidente del Kazakhistan Nursultav Nazarbayev: “Di fronte all’attacco georgiano la Russia poteva non reagire o poteva proteggere i suoi cittadini. Quanto fatto dalla Russia aveva come unico obiettivo di prevenire un ulteriore spargimento di sangue”.

Più critici in Occidente, dove alcuni stati membri dell’Unione europea chiedono sanzioni contro il Cremlino. Per lunedì è stato convocato un summit europeo straordinario per trovare una posizione comune sulla crisi georgiana.

Bernard Kouchner, ministro degli Esteri della Francia, che garantisce la presidenza di turno dei 27: “Elaboreremo un testo che rifletterà la nostra posizione contraria alla Russia. Tra l’altro sarà esaminata anche la possibilità di sanzioni “.

Sul terreno i russi si sono ritirati dall’Ossezia del Sud e dall’Abkhazia ma mantengono un avamposto a Poti, porto commerciale georgiano di primaria importanza. La comunità internazionale chiede il ritiro anche da qua. Mosca resta e attacca accusando la Nato di rinforzare la sua presenza nel mar Nero. Accuse rimandate al mittente dall’alleanza.