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Alitalia pronto il piano di salvataggio

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Alitalia pronto il piano di salvataggio

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Il governo italiano adotta il decreto legge salva Alitalia. Il decreto modifica la legge Marzano sui fallimenti e consente di accelerare certe procedure, come la cessione di attivi e di contratti o la soppressione di personale.

Si prevede una divisione in due della compagnia. La parte da salvare dovrebbe essere rilevata da una cordata di 16 azionisti privati italiani. Il resto, con la zavorra di oltre 1,2 miliardi di euro di debiti, resterebbe nel girone statale e verrebbe posta in fallimento.

“Il piano del governo non soltanto salva Alitalia, che non sarà svenduta né fatta fallire – dice Italo Bocchino, del PDL – Ma rilancerà anche Alitalia come una grande compagnia internazionale che saprà avere un ruolo a livello europeo”.

“Questo piano è peggiore di quello presentato da Air France – ribatte Paolo Ferrero, segretario di Rifondazione Comunista – Perché ci sono molti più licenziamenti, costa molto di più ai contribuenti e, nei fatti, distrugge la compagnia di bandiera”.

Il Codacons e i piccoli azionisti preannunciano battaglia contro uno smembramento che prevede, tra l’altro, circa 6mila esuberi e la garanzia di 7 anni di ammortizzatori sociali.

Per il momento i sindacati restano prudenti. Nel marzo scorso i rappresentanti dei lavoratori si opposero con forza a un’offerta d’acquisto da parte di Air France che includeva poco più di 2mila licenziamenti, un terzo di quelli proposti da questo piano. Il destino di Alitalia divenne poi argomento di campagna elettorale e Air France ritirò la propria offerta, salvo poi forse rientrare oggi come socio di minoranza.