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Una scommessa rischiosa

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Una scommessa rischiosa

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Russia a rischio isolamento – a sottolineare i pericoli insiti nel riconoscimento unilaterale dell’indipendenza di Abkazia e Ossezia del Sud anche la stampa russa questa mattina. Oggi ancora il presidente russo Medvedev difendeva la sua scelta. “L’unico modo per tutelare questi popoli è stato di riconoscerli come soggetti a tutti gli effetti del diritto internazionale, ha detto, e di riconoscerne l’indipendenza. La nostra scelta si basa sul diritto internazionale, sulla Carta dell’Onu, gli accordi di Helsinki e gli altri accordi internazionali.”

Nei due territori, che insieme contano poco più di 300.000 abitanti, ci sono stati momenti di grande giubilo. I leader dei neonati Paesi si sono già detti disponibili a firmare accordi di cooperazione militare con il Cremlino – pronti dunque ad accettare l’installazione di basi russe. Frattanto sul Mar Nero proseguono le prove di battaglia navale, anche se a Poti non sono ancora arrivate le navi militari americane con gli aiuti umanitari.

Il presidente georgiano Saakashvili, dopo le accuse di annessione lanciate ieri al Cremlino, oggi ha rincarato la dose, forte del sostegno occidentale. La Russia bluffa e sta davvero esagerando. I russi hanno ovviamente sufficienti forze sul terreno per far fronte al piccolo esercito georgiano, non potremmo eguagliare i loro tremila carri, ma fare la voce grossa con l’occidente, con gli americani, questo va al di là delle loro forze. A nostro avviso gli aiuti americani arriveranno come programmato.”

Ferme al porto di Batoumi sono ancorate destroyer e guardacoste americani: trasportano si’ aiuti umanitari ma sono anche in grado di sostituire radar e contraerei distrutti dai russi.