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Georgia: aiuti umanitari (ma non solo) dagli Stati Uniti

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Georgia: aiuti umanitari (ma non solo) dagli Stati Uniti

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Il migliore amico della Georgia consegna gli aiuti umanitari e continua la prova di forza con Mosca.

Sono due la navi inviate dagli Stati Uniti in soccorso alla popolazione georgiana. Si tratta di un destroyer e di un guardacoste, dunque di due mezzi militari, dunque in grado di rimpiazzare radar, sistemi di comunicazione e contraerei distrutti dai russi. Prudentemente hanno attraccato a Batumi e non a Poti (come originariamente previsto) – questo porto è ancora pattugliato dalle truppe russe.

Mentre una terza nave ha lasciato l’Italia alla volta del Mar Nero, carica di aiuti, il presidente georgiano Saakashvili dichiara: “La Russia bluffa e sta davvero esagerando. I russi hanno ovviamente sufficienti forze sul terreno per far fronte al piccolo esercito georgiano, non potremmo eguagliare i loro tremila carri, ma fare la voce grossa con l’occidente, con gli americani, questo va al di là delle loro forze.”

Se per ora i tank russi restano a Poti a tempo indefinito, oggi ancora il presidente russo Dmitri Medvedev difendeva la scelta unilaterale di riconoscere l’indipendenza di Abkazia e Ossezia del sud. “L’unico modo per tutelare questi popoli è stato di riconoscerli come soggetti a tutti gli effetti del diritto internazionale, e di riconoscerne l’indipendenza. La nostra scelta si basa sul diritto internazionale, sulla Carta dell’Onu, gli accordi di Helsinki e gli altri accordi internazionali.”

Parole che da oltre ventiquattro ore provocano scene di giubilo tra la popolazione osseta e abkhaza – trecentomila abitanti, già disponibili ad accogliere basi militari russe.