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La Russia riconosce Abkhazia e Ossezia del sud. Profumo di guerra fredda

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La Russia riconosce Abkhazia e Ossezia del sud. Profumo di guerra fredda

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Il presidente russo Dmitri Medvedev ha firmato il decreto che riconosce l’indipendenza di Abkhazia e Ossezia del sud. Il capo del Cremlino ha anche esortato gli altri paesi del mondo a fare altrettanto, innescando uno scontro con l’occidente senza precedenti dalla fine dell’era sovietica:

“Mosca non ha paura di un’eventuale nuova guerra fredda – ha detto Medvedev in un’intervista -Certamente non la vogliamo, ma questo dipenderà dalla posizione dei nostri interlocutori”. In caso di attacco militare, ha continuato Medvedev, la Russia aiuterà le due repubbliche ribelli.

Ieri il parlamento russo aveva votato a favore di una risoluzione che andava nello stesso senso.

L’Abkhazia e l’Ossezia del sud, che Stalin aveva voluto entro i confini della Georgia, hanno da sempre aspirazioni secessioniste ed hanno cominciato a provarci seriamente a partire dal crollo dell’URSS.

A Sukhumi e a Tshinkvali è esplosa l’esultanza della popolazione, che è filorussa:

“Siamo senza voce per la gioia. Per cinquanta o sessanta anni abbiamo lottato perché questo giorno arrivasse. Ed ecco che finalmente ci siamo. Viva la Russia, viva l’Abkhazia e speriamo che Dio ci consenta di vivere in pace con tutti i popoli del mondo”.

Il ministro degli esteri russo Serguei Lavrov è stato incaricato di avviare i negoziati per stabilire relazioni diplomatiche dirette con Abkhazia e Ossezia del sud. I dirigenti di quest’ultimo territorio hanno già fatto sapere di essere pronti ad accogliere una base militare russa.

Secondo Lavrov, il riconoscimento dell’indipendenza delle due repubbliche non mette in alcun modo in discussione il rispetto del piano di pace negoziato sotto l’egida dell’Unione Europea.