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Georgia: Kosovo la madre di tutte le indipendenze

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Georgia: Kosovo la madre di tutte le indipendenze

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Dai Balcani al Caucaso. La festa a Pristina per la proclamazione unilaterale dell’indipendenza kosovara, il 17 febbraio scorso, è continuata quando, a poco tempo di distanza, una ventina di Paesi dell’Unione europea hanno riconosciuto il nuovo status di Pristina.

Una festa dal retrogusto amaro per Mosca che aveva annunciato: state scoperchiando il vaso di Pandora, l’indipendenza di Pristina sarà un precedente per accendere l’irredentismo nel Caucaso.
Il 22 febbraio, in occasione di una riunione della Comunità degli stati indipendenti, alla presenza del presidente ucraino e georgiano, Vladimir Putin dichiarava:

“Il precedente del Kosovo sarà gravido di conseguenze. Rompe di fatto il sistema di relazioni internazionali intrecciato nel corso non degli ultimi anni ma di secoli. Un procedente che potrebbe innescare una catena di conseguenze imprevedibili. Le conseguenze di questo gesto non sono state previste. Potrebbe esserci un effetto boomerang”.

Sei mesi dopo il boomerang ha centrato in pieno l’Occidente.
In Georgia, la Russia si è presa la rivincita, riconoscendo da ultimo le due province separatiste.

Ma l’azione di Mosca non si ferma qua. Alla vigilia del riconoscimento il presidente Medvedev incontrava il capo di Stato moldavo Vladimir Voronin. Un incontro passato quasi inosservato, che assume adesso un rilievo particolare.
Medvedev ha messo in guardia Voronin da eventuali tentativi di intervento in Trasnistria .

La Trasnistria, stato cuscinetto pro-Russia tra Moldavia e Ucraina, si è autoproclamato indipendente nel 1991. Non ha ancora ricevuto la bendizione di Mosca che nel fazzoletto di terra ha però dispiegato sue truppe.

Il monito di Mosca valica i confini moldavi per giungere in Ucraina con il palese tentativo di mettere le briglie a Kiev che smania dalla voglia di entrare nella Nato.

La doccia fredda all’ultimo vertice dell’Alleanza a Bucarest ha frenato per il momento le ambizioni di Kiev, così come quelle di Tblisi.

Offrendo di fatto a Mosca prima rivincita.

Riconoscendo le province georgiane, Mosca dimostra di aver ritrovato la sua sfera d’influenza mettendosi però contro tutta la comunità internazionale.

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