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Al via la kermesse della convention democratica

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Al via la kermesse della convention democratica

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Un grande show, lungo quattro giorni, nella capitale del Colorado, Denver: è la Convention democratica, un avvenimento politico, mediatico, commerciale – sono in vendita perfino matrioske con la sagoma pur filiforme di Barack Obama.

Questa gigantesca fiera politica dal costo di 60 milioni di dollari serve a designare ufficialmente il candidato che rappresenterà il partito democratico alle elezioni americane del prossimo 4 novembre.

Sotto i riflettori del Pepsi Center si accalcano decine di migliaia dipartecipanti con l’obiettivo di dare l’immagine di un partito unito intorno al suo candidato, che avrà l’occasione di presentare il suo programma e di farlo ratificare dalla nuova piattaforma del partito attraverso i suoi delegati.

“Questa convention rappresenta una pietra miliare nella storia americana, e la nomina di un afro americano è il segno di un eccezionale passo avanti rispetto al passato. L’attenzione al suo discorso sarà pari forse a quella per l’allocuzione di John Kennedy nel 1960, che segno’ l’arrivo di una nuova generazione, o per quella di Franklin Roosevelt nel ’32.”

Le convention sono un’antica tradizione americana. La prima democratica fu nel 1832, quella repubblicana nel 1853. Un’istituzione antica ma precisa come una macchina, dove ogni passaggio sul palco è scandito dagli applausi, e ogni oratore si avvicenda secondo un preciso programma.

Stasera è la volta, tra gli altri, di Michelle Obama. La moglie del primo candidato nero alla Casa Bianca ritraccia il percorso, tutto americano, del giovane senatore di padre keniota, cresciuto tra le Hawaii e l’Indonesia.

“E’ una convention unica, come unico è il candidato. Obama ha coinvolto nuovi personaggi in questa esperienza e nel suo futuro governo. Ma ha già detto che questa non è la sua convention, ma la convention dell’America.”

Di certo è una convention che Denver non dimenticherà: le ricadute economiche supereranno i cento cinquanta milioni di dollari per uno stato, il Colorado, che se votasse democratico potrebbe fare la differenza.

Giovedi’ è la grande sera: Obama parlerà allo stadio: davanti a 75mila spettatori dovrà dimostrare che dietro la scenografia c‘è un progetto politico credibile.