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Russi via da Gori. Ma gli Usa e l'Ue: "Non è un ritiro"

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Russi via da Gori. Ma gli Usa e l'Ue: "Non è un ritiro"

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Mosca ha annunciato di aver concluso le operazioni per il ritiro delle proprie forze dalla Georgia. Qui siamo a Gori, dove reparti della polizia georgiana riprendono il controllo della città. Ora non si vedono più occupanti, ma a Washington e Bruxelles restano i dubbi che si tratti di un semplice riposizionamento.

Dubbi rilanciati anche dalle polemiche sull’interpretazione degli accordi di cessate il fuoco tra le parti, coi russi che puntano a mantenere alcuni check-point. “Sulle zone in questione”, dice il generale Nogovitsin, “valgono gli accordi pregressi, e non è cambiato nulla”.

I militari russi intendono presidiare alcuni punti al di fuori dell’Ossezia del Sud, stabilendo una zona di sicurezza attorno alle due repubbliche secessioniste, e lungo le principali vie di accesso.

Negative le reazioni da parte degli Stati Uniti. Dal ranch di Crowford, dove Bush in vacanza ha avuto al telefono il presidente di turno dell’Unione europea Sarkozy, un portavoce ha parlato di “mancato rispetto delle intese” accusando la Russia di “non essersi veramente ritirata”.

Intanto a Gori, divenuta nel frattempo una città fantasma, cominciano a tornare i primi profughi scappati nei giorni scorsi. Anche senza russi per le strade, la situazione resta lo stesso difficile.