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Georgia, i russi restano a Poti ma assicurano: accordi rispettati

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Georgia, i russi restano a Poti ma assicurano: accordi rispettati

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Non si spengono le polemiche tra Mosca e la comunità internazionale, all’indomani del ritiro russo da Gori e dalle città georgiane che si trovano nelle vicinanze.

Rispondendo alle accuse di Washington e di Parigi di non aver messo fine all’occupazione della Georgia, ma di aver semplicemente riposizionato le proprie truppe, il Cremlino assicura di aver ottemperato in pieno agli accordi sottoscritti con la presidenza francese dell’Unione europea.

Il vicecomandante dello stato maggiore russo, Anatoli Nogovitsin, sostiene che i posti di bocco sulle strade georgiane sono stati rimossi, e accusa i servizi segreti di Tbilisi di voler preparare attentati in Ossezia del sud, a scopo di provocazione.

Nogovitsin ha anche ammesso che il contingente russo continua a controllare la città georgiana di Poti, sul Mar Nero, e quella di Senaki, vicino all’Abkhazia, anche se queste non rientrano nella fascia di interposizione lungo il confine sudosseto dove Mosca intende mantenere i suoi peacekeeper.