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Il dolore e le accuse dei parenti delle vittime

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Il dolore e le accuse dei parenti delle vittime

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Il dolore e la rabbia dei famigliari delle vittime, l’incredulità di chi non è salito sull’aereo. Chi ha perso i propri cari, vuole capire cosa abbia causato il disastro. Alcuni danno la colpa alla compagnia aerea. “Vorrei ucciderli questi farabutti” – dice un uomo, parente di una vittima, mentre la donna che lo accompagna sull’auto si chiede perché l’aereo sia stato fatto partire, nonostante avesse avuto un problema. Qualcuno chiede giustizia.

L’aereo era diretto alle Canarie. Dall’aeroporto di partenza, a quello di destinazione, qualche famigliare racconta dei propri cari, scampati alla tragedia: “Ho saputo che mia figlia non figura nella lista dei passeggeri – racconta una madre – ma non capisco perché mi avesse chiamato dalla pista di decollo”.

Giungere in ritardo all’aeroporto, per qualcuno non ha significato, per una volta, rovinarsi la vacanza, bensì salvarsi la vita: “Siamo arrivati con tre minuti di ritardo al check-in quindi non ci hanno fatto salire. Cercando un altro volo, abbiamo saputo dell’incidente”. “Mia figlia – spiega una donna dalle Canarie – mi aveva chiamato per dirmi che stava salendo sull’aereo. Un’ora dopo abbiamo saputo la notizia dal lavoro. Ero sicura che lei fosse sull’aereo, ma alla fine non è salita”.

Una volta imbarcati alcuni passeggeri avevano chiamato casa per avvisare del ritardo e della possibile sostituzione dell’aeromobile. Cosa che non è accaduta.