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"La Russia nella Nato!" è la provocazione del Dalai Lama

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"La Russia nella Nato!" è la provocazione del Dalai Lama

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Figura imprescindibile del nostro tempo, leader politico e spirituale, massima autorità religiosa del Tibet, il Dalai Lama, è in questi giorni in Francia. Tenzin Gyatso, quattordicesima reincarnazione del Buddha, vive in esilio in India dal 1959, quando fuggi’ dalla Cina. Premio Nobel per la pace nel 1989 per la resistenza non violenta al potere cinese, l’Oceano di Saggezza, questo il significato di Dalai Lama, ha risposto alle domande di euronews. La prima sulla chiave del suo successo.

Dalai Lama: “C’entra molto il Tibet, che è visto come qualcosa di misterioso… chi viene da quella terra è sempre guardato con curiosità… e poi ci sono forse anche i miei libri, e i media che ne parlano, e sempre piu’ gente si interessa alle mie idee. Il mio principale messaggio… la mia idea principale è che tutti abbiano diritto a vivere felici, e ad avere una vita famiilare felice. Di solito, pero’, per ottenere cio’, ci concentriamo sul denaro, sui valori materiali, e trascuriamo i valori interiori. Un altro fattore è la mia idea di armonia fra le diverse tradizioni religiose. Io rispetto profondamente, anzi ammiro davvero queste tradizioni diverse… ho amici cristiani che dicono che sono un buon cristiano… Abbiamo un’esperienza comune, pratiche comuni, al di là della diversa filosofia. C‘è poi chi mi dice che trova stupendo il mio sorriso.”

euronews: Le Olimpiadi sono ormai alle fasi conclusive, i diversi paesi festeggiano i loro campioni, e intanto Lei dice che il Tibet sta attraversando una nuova rivoluzione culturale. Qual è la situazione attuale, oggi, in Tibet?

DL: “E’ molto tesa. Ci sono le forze di sicurezza, l’esercito, dappertutto, ovunque sia la comunità tibetana… Mi risulta pure che stiano costruendo caserme militari, il che significa che ormai la presenza militare sarà permanente, e che la politica dell’aggressione continuerà.”

euronews: Prevede di cambiare qualcosa nella Sua linea d’azione politica, la cosiddetta “Middle Way Approach”, la Sua proposta di compromesso con le autorità cinesi, che tra l’altro non si fidano quando Lei dice di non chiedere l’indipendenza, che non riconoscono il suo governo in esilio ne’ la bandiera tibetana, ne’ l’inno… Ci sono concessioni, o sacrifici, che è disposto a fare?

DL: “E’ nel nostro interesse, noi siamo decisi a rimanere all’interno della Repubblica Popolare Cinese in quanto il Tibet è un paese arretrato, chiuso tra le montagne, scarsamente popolato, per cui è nel nostro interesse rimanere all’interno della Cina. “Al contempo abbiamo la nostra lingua, un grande passato culturale, e una tradizione buddista particolarmente ricca. Non si tratta solo di sei milioni di tibetani, ma anche di tante altre persone nel mondo, che condividono la cultura buddista. Il modo migliore di preservare la nostra cultura, e anche di proteggere al massimo l’ambiente è che l’istruzione, l’economia e le questioni religiose, siano gestite dai tibetani, con l’eccezione della difesa e della politica estera. Autonomia, dunque. In realtà, la costituzione cinese prevede per tutti i gruppi etnici tibetani uno statuto di autonomia, cosi’ come il libro bianco cinese per i diritti delle minoranze… sulla carta c‘è tutto, ma non viene messo in pratica!”

euronews: Ci sono divisioni all’interno della comunità buddista e dei buddisti tibetani. C‘è chi, tra i piu’ giovani, non è d’accordo con la soluzione di compromesso da Lei proposta, c‘è una certa impazienza. Teme che vi saranno altri episodi di violenza?

DL: “Non credo. Anche le organizzazioni giovanili tibetane sono assolutamente d’accordo sul principio della non violenza. Quanto all’indipendenza, un altro orientamento politico puntava sin dall’inizio alla totale indipendenza. Ma il nostro impegno nei confronti della democrazia è assoluto, per cui voci diverse, opinioni diverse, idee diverse, sono sempre benvenute!”

euronews: Il presidente americano George Bush, in Europa Angela Merkel, Gordon Brown, che Lei ha incontrato quest’anno, … non incontrerà invece il presidente francese Nikolas Sarkozy, che è alla testa del Consiglio Europeo. Incontro con Kouchner, il ministro degli esteri francesi, si’, e Carla Bruni Sarkozy. Ritiene che le personalità dello spettacolo siano più utili alla causa tibetana dei leader politici?

DL: “Per farsi pubblicità forse si’! (ride) Ma ovviamente anche il governo francese, il Presidente, e il ministro degli esteri, sin dall’inizio, subito dopo la crisi del dieci marzo, hanno pubblicamente espresso preoccupazione.”

euronews: Cos’altro si aspetta dai leader politici mondiali?

DL: “ La Cina è la nazione più popolata, ed è un paese molto importante. Per cui buone relazioni con la Cina sono fondamentali. Al contempo la Cina dovrebbe entrare a far parte delle grandi democrazie mondiali – democrazia, stato di diritto, apertura, mezzi di informazione liberi… tutto questo è molto importante. E ovviamente anche i diritti umani, e la libertà di culto… sono valori universali. E su questi principi tutti i popoli e tutti i governi dovrebbero essere inflessibili!”

euronews: Quando un leader politico come il presidente francese presenzia alla cerimonia di apertura delle Olimpiadi, vende alla Cina due reattori nucleari e non prevede un incontro con Lei, ritiene che questo contribuisca alla democrazia?

DL: “A Lei giudicarlo.” (ride)

euronews: Lei ha recentemente detto che forse la sede dell’Unione Europea dovrebbe essere trasferita in Polonia, o che la Russia dovrebbe diventare membro della Nato, la cui sede potrebbe essere Mosca. Ha per caso qualche problema con Bruxelles?

DL: “No! Sono un grande estimatore dell’Unione Europea, l’ho sempre lodata! Penso piuttosto che lo spirito dell’Unione Europea dovrebbe diffondersi. Oggi, purtroppo, è vero che non sono più i tempi dell’Unione Sovietica ma pare che nella Federazione Russa un certo modo di pensare del passato, certe antiche tendenze, stiano ritornando! E questo non è bene! Per cui la Russia, una grande nazione, dovrebbe entrare nella Comunità Europea! E se vogliamo ridurre la distanza e un certo timore, allora la sede della Nato dovrebbe spostarsi a Mosca! E la Russia essere accolta fra gli stati membri! Cosi’ non ci saranno più tanti timori! Io la penso cosi’! Ma non ce l’ho assolutamente con Bruxelles, anzi!

euronews: La compassione è un elemento centrale della Sua filosofia. Si può applicare a qualsiasi situazione, anche quando si parla di terrorismo?

DL: “Si’, certo! La compassione è diretta alla persona, non alle sue azioni. Prendiamo l’esempio del terrorismo. Quando parliamo di un terrorista, dovremmo mostrare compassione nei suoi confronti, in quanto persona. E’ sempre un essere umano! Se manteniamo questo atteggiamento compassionevole nei confronti dei terroristi allora vi sarà una vera possibilità di cambiamento. Grazie al loro comportamento. Ma se esprimiamo odio nei loro confronti si finisce col far aumentare i terroristi. Per cui per fermare il terrorismo la sola forza è la compassione. Ma la compassione va sentita nei suoi confronti, e l’azione va contrastata.”

euronews: Si parla molto e si fanno congetture sulla Sua successione. Lei parla spesso di ritirarsi, eppure è pieno di energie! Cosa potrebbe spingerla a farsi da parte?

DL: “Il mio impegno è duplice: da una parte c‘è la promozione dei valori umani, e dall’altra la promozione dell’armonia tra le religioni. Un terzo impegno riguarda la lotta tibetana, per cui quando se ne parla in realtà si parla della lotta di un popolo. E sinché ci sarò mi impegnerò, devo aiutarlo, servirlo. Ma la vera responsabilità deve essere assunta da parte delle persone. Per me il governo dei lama è ormai superato. In ogni caso se il popolo tibetano ritiene che questa istituzione non sia più rilevante, in quel caso il Dalai Lama in quanto istituzione non esisterà più, preferisco cosi’! Perché il quattordicesimo Dalai Lama, non è certo il migliore ne’ il peggiore, e gode di una certa popolarità… Quindi, se un giorno venisse meno l’istituzione del Dalai Lama, allora questo se ne andrà discretamente, e sarà meglio cosi’ (ride), un’altra reincarnazione rischia di essere una sventura, e questa sarebbe la cosa peggiore.”