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Ascesa e declino di Pervez Musharraf

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Ascesa e declino di Pervez Musharraf

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Pervez Musharraf è salito al potere in Pakistan nel ’99 con un colpo di stato senza spargimenti di sangue.

Nato a New Dehli nel ’43 e approdato nel neonato Pakistan quattro anni dopo, Musharraf indossa la divisa a 18 anni e non la lascia più per quasi mezzo secolo.

Nel ’99 è capo di stato maggiore dell’esercito, quando con un putsch destituisce l’allora Premier Nawaz Sharif e prende la guida del paese.

Dopo l’11 settembre del 2001, Musharraf si schiera al fianco degli Stati Uniti nella lotta al terrorismo.

Tuttavia viene accusato dal vicino Afghanistan – e, più velatamente, dagli Stati Uniti di non fare abbastanza per combattere i Taleban nei territori tribali pachistani.

Ma i veri problemi iniziano nella primavera del 2007. Magistrati e avvocati contestano duramente la sua decisione di rimouvere il presidente della Corte suprema, giudice Iftikhar Chaudhry, campione dei diritti umani.

Musharraf consente ai leader dell’opposizione in esilio Benahzir Bhutto e Nawaz Sharif di rientrare nel paese. E dopo aver vinto le presidenziali di ottobre, proclama lo stato di emergenza.

Sempre più sotto pressione rinuncia alla carica di capo dell’esercito, ma non basta: l’assassinio di Benazir Bhutto segna la sua fine politica.

Alle legislative in febbraio, è l’opposizione a trionfare.