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Mosca firma il trattato ma i tank restano in Georgia

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Mosca firma il trattato ma i tank restano in Georgia

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Una pace su carta, firmata da tutti. E sul terreno ancora i carri armati.

E’ la linea di Mosca, concretizzatasi oggi con la sottoscrizione da parte del presidente russo Medvedev del negoziato in sei punti portato avanti da Nicolas Sarkozy.

Un’importante precisazione è venuta a margine del consiglio nazionale di sicurezza russo, svoltosi a Sotci, in Crimnea.

Lo ha spiegato il ministro degli esteri Sergei Lavrov

Alcune nostre truppe inviate di rinforzo nella zona del conflitto saranno ritirate quando verrà dispiegato il contingente incaricato del mantenimento della pace, ha detto Lavrov

Quindi militari e mezzi russi non lasciano da subito la Georgia.

La Russia ha anche annunciato l’avvio di consultazioni con Onu e Osce per studiare il meccanismo internazionale che dovrà rafforzare l’attività delle forze di pace russe.

L’accordo di pace condiviso oggi da Medvedev portava già la firma del presidente georgiano Saakachvili.

A quest’ultimo il presidente francese Sarkozy aveva chiarito in una lettera che secondo il trattato, le truppe russe già previste in tempo di pace, possono ora pattugliare il territorio georgiano, ma per pochi chilomentri oltre la zona osseta e non nei centri abitati.

I blindati russi che oggi erano a Igoieti, solo quaranta chilometri da Tbilisi sono rientrati verso Gori.

Ma nonostante le ripetute smentite di Mosca di un simile attacco le immagini del ponte fatto esplodere a cinquanta chilometri da Tbilisi mostrano le difficoltà a passare dalle parole di pace ai fatti.