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Mosca apre un'inchiesta per genocidio in Ossezia del Sud

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Mosca apre un'inchiesta per genocidio in Ossezia del Sud

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Genocidio in Ossezia del Sud. Gli inquirenti russi sono al lavoro per dimostrare che la Georgia ha scientemente puntato all’uccisione dei russi nella regione separatista. La procura di Vladikavkaz, in Ossezia del Nord, raccoglie prove dell’uccisione di civili. Il portavoce della Commissione legge una testimonianza anonima:

“Appena dopo l’inizio delle ostilità mio padre è stato ucciso, investito da un carro armato georgiano. Casa mia è stata distrutta dai colpi di mortaio”.

Secondo quanto sostengono gli inquirenti inviati da Mosca nella capitale osseta Tskinvali, tutte le vittime indentificate finora avevano passaporto russo. Un dato in realtà relativamente significativo, visto che il 90% degli abitanti della provincia georgiana separatista ha passaporto russo. La testimonianza di una residente di Tskinvali:

“Che colpa ha la gente? Cosa abbiamo fatto? Un georgiano è arrivato e ha cominciato ad uccidere. I georgiani uccidevano tutti. Hanno distrutto casa mia”.

Secondo il procuratore generale dell’Ossezia del Sud sono stati identificati finora i corpi di 200 civili e 500 persone risultano disperse.