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I profughi iniziano il rientro nelle loro case

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I profughi iniziano il rientro nelle loro case

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Erano fuggiti dalla devastazione, ora stanno cercando di tornare alle loro case, o a quanto ne resta. Sono i profughi creati dal conflitto. Secondo l’Agenzia Onu per i Rifugiati, in circa centomila sono stati costretti ad abbandonare le proprie abitazioni.

In Ossezia del Sud, Tskhinvali è una città quasi fantasma. Nelle grida di una donna, tutta la disperazione nel non trovare più – dice – nemmeno le fotografie della madre. Qualcuno ha avuto paura di allontanarsi dalla città. Cosi ha deciso di nascondersi dove meglio ha potuto, ad esempio in una cantina, come racconta un’altra abitante.

Mentre la popolazione fa i conti con il disastro, il mondo si mobilita per l’emergenza umanitaria. Un primo aereo della Croce Rossa Internazionale è giunto nella capitale georgiana con sedici tonnellate di medicinali.

L’Agenzia Onu per i Rifugiati punta a fornire almeno 70 tonnellate di aiuti. Altre organizzazioni internazionali, da Medici Senza Frontiere a Save the Children e Caritas, hanno iniziato a distribuire viveri e beni di prima necessità, chiedendo l’apertura di corridoi umanitari.