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Tornano i toni da guerra fredda al Consiglio di Sicurezza dell'Onu

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Tornano i toni da guerra fredda al Consiglio di Sicurezza dell'Onu

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Stati Uniti e Russia si sono scambiati accuse reciproche sugli obiettivi del conflitto in Ossezia del Sud. L’ambasciatore statunitense ha chiesto al collega russo se l’obiettivo di Mosca fosse il cambiamento di leadership in Georgia. “Signor presidente, credo di aver già dato una risposta completa in merito – ha detto l’ambasciatore russo Vitaly Churkin -. Forse il collega statunitense non stava ascoltando o non aveva il suo auricolare”.

Il botta e risposta è continuato a distanza anche dopo la fine della riunione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni unite. “I giorni in cui si spodestavano in Europa dei leader utilizzando mezzi militari sono finiti. È un pericolo quando la nostalgia del passato comincia a influenzare le posizioni attuali della Russia”, ha detto l’ambasciatore statunitense Zalmay Khalilzad.

Un passato che secondo il russo Churkin appartiene soprattutto agli Stati Uniti: “Il cambiamento di regime è un invenzione puramente americana. Non abbiamo mai usato questa terminologia nel nostro pensiero politico e siamo certamente a favore della democrazia in Georgia”.

Dopo tre giorni di discussioni al Palazzo di vetro si è ancora lontani da un progetto di risoluzione sulla fine del conflitto che possa superare il veto di Mosca.