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I civili cercano di fuggire dai combattimenti

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I civili cercano di fuggire dai combattimenti

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I civili di Ossezia del Sud e Georgia hanno approfittato di una tregua nei combattimenti per constatare lo stato delle distruzioni, per rifornirsi di cibo e per seppellire i morti giacenti nelle strade. Nella sola Tskhinvali, capitale dellautoproclamta Repubblica dell’Ossezia meridionale, sarebbero stati uccisi, secondo i russi, 1.600 civili. “Non me andrò, voglio morire qui”, dice un abitante di Tskhinvali.

A Gori, la città georgiana più colpita dai bombardamenti russi, è il richiamo del pane a far uscire allo scoperto i pochi abitanti rimasti nascosti nei seminterrati. “Sia il nostro governo che quello della Russia stanno adottando una politica sbagliata – dice un georgiano -. Si sarebbero dovuti sedere intorno a un tavolo e avrebbero dovuto iniziare a discutere”.

Chi vuole e chi può cerca di allontanarsi dalla zona dei combattimenti. Sono già migliaia gli sfollati da una parte e dell’altra. Il più vasto campo profughi è stato allestito ad Alaghir, nell’Ossezia del Nord una Repubblica facente parte della Federazione russa.

Nelle tende sono alloggiati per la maggior parte donne, anziani e bambini in provenienza dalla vicina Ossezia del Sud. Non è la prima volta che alcuni di loro si ritrovano ad attraversare la frontiera nord a causa di una guerra. Era già avvenuto all’inizio degli anni 90.