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Ossezia del Sud: una guerra che cova da vent'anni

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Ossezia del Sud: una guerra che cova da vent'anni

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L’attacco georgiano per riprendere il controllo dell’Ossezia del Sud riporta su toni da guerra aperta un conflitto che dalla dissoluzione dell’URSS aveva visto una prima tregua nel 1992, senza mai spegnere però in questi anni le scintille dell’instabilità.

Gli accordi che seguirono il primo conflitto diedero il nord dell’Ossezia alla Russia, il sud alla Georgia.

Anni di continue accuse tra Mosca e Tbilisi hanno accompagnato violenze, violazioni territoriali e rappresaglie.

L’aviazione russa che nell’agosto scorso viola lo spazio aereo georgiano e lancia un missile a cinquanta chilometri da Tbilisi avrebbe creato i presupposti per una reazione georgiana. Mosca nega l’azione, ma il presidente Saakashvili ribadisce le accuse.

Ed è la Russia a minacciare ritorsioni dopo le immagini dell’arresto da parte georgiana lo scorso giugno di quattro soldati russi della forza di interposizione ai confini con l’Abkhazia, altra regione georgiana filorussa. I militari vengono accusati di trasportare armi.

L’Ossezia del Sud non ha mai derogato alla richiesta di piena indipendenza. L’ultimo referendum è del novembre 2006. Il riconoscimento di un Kosovo indipendente da parte dell’Occidente lo scorso marzo riaccende le proteste nella provincia che Tbilisi vuole rimettere sotto il proprio controllo.

La settimana scorsa nuovi scontri a fuoco tra georgiani e osseti sul confine, poi un avvio di negoziati stroncato sul nascere dall’attacco georgiano della notte scorsa.