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Manifestanti pro-Tibet tornano nelle piazze europee contro Pechino

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Manifestanti pro-Tibet tornano nelle piazze europee contro Pechino

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Dal Nepal all’Europa, in migliaia hanno approfittato dell’attenzione riservata all’apertura dei Giochi, per protestare contro le violazioni dei diritti umani in Cina.

A Parigi, un tribunale francese ha accolto il ricorso presentato da Reporter senza frontiere contro un’ordinanza del comune che vietava ai manifestanti di raccogliersi davanti all’ambasciata cinese.

Gli attivisti pro-Tibet si sono fatti sentire anche a Roma, dove la polizia ha fermato un uomo che tentava di esporre sulla facciata di Palazzo Valentini un manifesto con i cerchi olimpici a forma di manette.

“Penso che sia giusto fare le Olimpiadi – sostiene una manifestante – ma quello che non è giusto è dimenticarsi dei diritti umani, sia in Cina, che in Tibet, o da qualunque altra parte nel mondo”.

A Bruxelles, circa duecento persone si sono raccolte davanti alle sedi delle istituzioni europee, per chiedere ai Ventisette di prendere posizione. “E’ importante essere qui davanti alla sede della Commissione per dire quanto ci dispiace che l’Europa non difenda i suoi valori e anteponga gli interessi economici alla difesa dei diritti dell’uomo”.

Diverse centinaia di persone sono scese in strada anche a Londra, ma la mobilitazione più vasta si è svolta in Nepal, dove la polizia ha segnalato i fermi di 1.400 attivisti tibetani davanti all’ambasciata cinese di Katmandu.