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Gli equilibri nel Caucaso, le rotte energetiche - la posta in gioco del conflitto tra Russia e Georgia

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Gli equilibri nel Caucaso, le rotte energetiche - la posta in gioco del conflitto tra Russia e Georgia

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Al di là delle dispute territoriali e degli odii interetnici, il conflitto fra Georgia e Ossezia del Sud lascia intravvedere un vero e proprio faccia a faccia tra russi e americani, con in ballo enormi interessi geostrategici ed energetici. A est della Georgia, infatti, sulle rive del mar Caspio, il Caucaso meridionale conta enormi riserve di petrolio e di gas naturale.

La regione caucasica è attraversata da est a ovest da gasodotti e oleodotti che dall’Asia centrale all’Europa trasportano i preziosi idrocarburi.

La regione è diventata una sorta di autostrada energetica vitale agli occidentali, che negli ultimi tempi stanno cercando di sganciarsi dalla Russia dell’era putiniana.

Impensabile per Mosca, che intende continuare a far sentire il suo peso, se non il suo controllo, sulla regione e i suoi molteplici conflitti. Il Cremlino punta dunque allo status quo, mentre l’Europa lancia iniziative per sbloccare le diverse crisi – per esempio, di recente il ministro degli esteri tedesco Steinmeier ha preso a cuore la crisi tra Georgia e Abkazia e ha organizzato un incontro fra le parti per fine mese a Berlino.

E’ vero anche che diversi paesi sono determinati a sottrarsi al giogo di Mosca, primo fra tutti la Georgia, decisa a entrare nella Nato, tanto che nel quadro del Partenariato per la pace sono attualmente in corso manovre militari congiunte tra soldati georgiani e americani.

La politica dell’immobilismo, ostile alla composizione dei conflitti, rischia pero’ di avere conseguenze esplosive a breve-medio termine. Mosca ha tutto l’interesse a risolvere per esempio la crisi in Abkazia e in Ossezia del Sud visto che tra solo sei anni si tengono i Giochi Invernali di Sotchi, centro a una manciata di chilometri dalla capitale abkaza.