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Solzhenitsyn, il primo a raccontare l'orrore dei gulag

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Solzhenitsyn, il primo a raccontare l'orrore dei gulag

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Alexandr Solzhenitsyn fu il primo a rompere il silenzio che circondava i gulag dell’Unione Sovietica.

Un orrore che lui stesso sperimentò per dieci anni dopo essere stato arrestato nel ’45 per un’allusione a Stalin fatta in una lettera.

Lo scrittore raccontò il terrore di stato staliniano prima in “Una giornata di Ivan Denisovic”, e poi in “Arcipelago Gulag”.

Susanna Pechuro è una sopravvissuta ai gulag. Arrestata nel ’51, a 17 anni, con l’accusa di complotto contro il Cremlino, fu liberata nel ’56 grazie a un’amnistia dopo la morte di Stalin.

“La gente che non lo ha vissuto chiede terrorizzata “è stato davvero così?”. Gli abbiamo raccontato solo una parte della verità”, ha affermato Pechuro.

Per lei Solzhenitsyn è stato il primo a rompere il silenzio: “L’opera di Solzhenitsyn è stato un atto eroico che ha fatto riflettere la gente, ma vi erano raccontate cose talmente terribili che non ho fatto leggere “Arcipelago gulag” ai miei figli o a mio nipote fino a quando non sono cresciuti”.

A 75 anni Susanna Pechuro è impegnata a far conoscere la repressione politica negli Stati totalitari, è infatti membro di “Memoria”, un’organizzazione russa per i diritti umani.