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Israele: un "gesto umanitario" accogliere gli uomini di Fatah

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Israele: un "gesto umanitario" accogliere gli uomini di Fatah

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Gli uomini di Fatah, feriti nei violenti scontri di ieri, hanno trovato rifugio in Israele. Nell’ospedale di Ahskelon sono ricoverate una decina di persone.

In tutto circa 180 membri di Fatah avevano abbandonato la Striscia di Gaza ieri, dopo
che gli scontri con Hamas avevano fatto 9 morti e un centinaio di feriti.

“Fatah e Hamas – sostiene Atef Helles, uno dei feriti – si stanno combattendo nella Striscia di Gaza, ma alla fine le vere vittime sono i cittadini. Dobbiamo affrontare razzi, missili e combattimenti nelle strade”.

Chi non è ferito, viene rispedito a Gaza. Gli agenti di Hamas li aspettano per arrestarli. Cercano i responsabili dell’attentato che ha ucciso 5 uomini e una bambina la settimana scorsa, e che, secondo Hamas, è opera di Fatah.

“Chiediamo – dichiara Sami Abu Zuhri, portavoce di Hamas – a tutti quelli che sono scappati da Gaza di tornare indietro. E’ questa la loro città, verranno arrestati, ma saranno trattati bene e rilasciati se non hanno fatto nulla”.

I combattimenti di ieri, che hanno spinto Israele ad aprire il valico di Erez e ad accogliere i feriti a Ashkelon, sono stati i più sanguinosi da quando Hamas ha preso il controllo della Striscia un anno fa.

Il governo di Ehud Olmert, che in Fatah vede l’unico possibile interlocutore palestinese, presenta il suo gesto come “umanitario”.

“I terroristi di Hamas – spiega il ministro Isaac Herzog – stanno combattendo contro i militanti di Fatah, e chiaramente noi abbiamo fatto un gesto umanitario”.

Mentre le violenze tra le due fazioni palestinesi a Gaza rischiano di raggiungere un nuovo picco, Israele ha rafforzato ulteriormente il controllo militare lungo le frontiere.