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Violenze domestiche, il governo britannico vuole abolire l'attenuante della provocazione

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Violenze domestiche, il governo britannico vuole abolire l'attenuante della provocazione

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La provocazione non deve più essere considerata un’attenuante nei processi per violenza domestica. Lo propone il governo britannico con un nuovo progetto di legge che verrà presentato al parlamento. Fino a questo momento, chi uccide il partner potrebbe evitare il massimo della pena dichiarando di essere stato provocato, per esempio dall’infedeltà del coniuge. Discriminante che il governo vuole eliminare. Ma il progetto prevede alcune attenuanti per le persone che dimostrano di aver subito continue violenze e abusi.

“Molte donne sono bloccate dalla paura – spiega il ministro britannico per le Donne Harriet Harman – sentono di dover stare con il loro marito perché se lo lasciassero potrebbe venire rintracciate e dopo potrebbe essere persino peggio per loro. Sono stati fatti grandi progressi, ma c‘è ancora tanta strada da fare. L’idea che un uomo picchi sua moglie nel Ventunesimo secolo è semplicemente inaccettabile”.

L’indiana Kiranjit Ahluwalia è diventata un simbolo per tante donne vittime di violenze. Si sposò a Londra con un uomo che per dieci anni le rese la vita un inferno – tra minacce, stupri e percosse – e che lei uccise nel 1989. Fu condannata all’ergastolo per omicidio, ma venne liberata dopo alcuni anni di carcere al termine di un secondo processo che le ha riconosciuto diverse attenuanti. Ora lotta anche lei per modificare le leggi sulle violenze domestiche, in un Paese dove si moltiplicano le campagne di prevenzione contro simili abusi.