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La difesa di Karadzic non abbandona la tattica del temporeggiamento

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La difesa di Karadzic non abbandona la tattica del temporeggiamento

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Nessuno spostamento da Belgrado verso L’Aja è previsto a breve. Karadzic continua a beneficiare della strategia del suo avvocato difensore: ritardare al massimo l’estradizione verso l’Olanda dove il Tribunale Penale Internazionale attende di giudicarlo per i crimini commessi durante la guerra di Bosnia.

Le testimonianze video aumentano intanto lo stupore per come l’ex leader dei serbi di Bosnia conduceva una vita pubblica sotto le mentite spoglie di Dragan Dabic durante gli anni della latitanza.

Il boia di Srebrenica resta per ora in carcere a Belgrado. La difesa ha spedito per posta l’atto per impugnare l’estradizione. Ricevuto il documento, il Tribunale serbo per i crimini di guerra avrà 3 giorni per esaminarlo. Bruxelles ha già avvertito: solo ad estradizione avvenuta l’accordo sui rapporti Serbia-Unione Europea sarà sottoposto a discussione.

“Karadzic non rilascerà dichiarazioni alla prima udienza” spiega il suo avvocato. “Chiederà un rinvio di 30 giorni per studiare la situazione. Chiederemo poi spiegazioni sul fatto che dal computer dell’accusato sono stati sottratti documenti relativi alla preparazione della sua difesa”.

L’estradizione, per impilicita ammissione della difesa, è solo questione di tempo. Ma è una variabile fondamentale. Non solo per permettere ai familiari e sostenitori di Karadzic di visitarlo in carcere a Belgrado. Ma perchè il Tribunale dell’Aja dovrebbe terminare l’attività entro i prossimi 16 mesi. Un periodo tutto sommato breve per arrivare ad una condanna.