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Karadzic sempre in carcere a Belgrado. La difesa cerca di ritardare l'estradizione all'Aja

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Karadzic sempre in carcere a Belgrado. La difesa cerca di ritardare l'estradizione all'Aja

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Comincia a somigliare a una saga, la vicenda dell’estradizione al Tribunale penale dell’Aja di Radovan Karadzic. L’ex capo politico dei serbi di Bosnia, ricercato per crimini contro l’umanitâ e genocidio, resta per il momento in prigione a Belgrado in attesa che la giustizia riceva e possa esaminare il suo ricorso.

La tattica della difesa – che ha spedito l’atto di impugnazione per posta da qualche sperduto ufficio di provincia – punta a ritardare il più possibile la consegna dell’imputato. Una volta ricevuto il documento, il Tribunale serbo per i crimini di guerra avrà tre giorni per esaminarlo.

Il Tribunale dell’Aja, d’altra parte, dovrebbe chiudere le sue attività entro il 2010, cioè entro i prossimi sedici mesi. Ecco perchè per i difensori di Karadzic ogni giorno di ritardo nell’avvio del processo potrebbe rivelarsi decisivo.

Oggi a Belgrado il piccolo ma agguerrito gruppo di appoggio al leader serbo – animato dal fratello Luka – ha promosso una manifestazione di solidarietà. Alla iniziativa parteciperà anche il Partito democratico serbo (PDS) dell’ex premier Voijslav Kostunica, il quale ha criticato quella che definisce “l’ingiustizia” rappresentata dal TPI.