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Bombe tra la folla, strage a Istanbul. 15 i morti

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Bombe tra la folla, strage a Istanbul. 15 i morti

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Un piano deliberato per avere il maggior numero di morti. Una vera trappola esplosiva. Ore di terrore ieri sera a Istanbul per l’esplosione di due bombe. Quindici morti e centocinquanta feriti il bilancio andato crescendo e tuttora non definitivo.

Alcuni tra la folla hanno cominciato a inveire contro i ribelli curdi del PKK, non nuovi a simili attentati.

Dopo un primo scoppio in una cabina telefonica in una via del quartiere periferico di Güngoren, nel lato europeo della città, la folla spaventata è stata investita da una seconda potente esplosione che ha provocato la strage.

Il governatore di Istanbul ha parlato di deliberato atto terroristico, ma l’assenza di una rivendicazione e i numerosi fattori di tensione in Turchia lasciano il campo a più ipotesi.

Oltre ai separatisti curdi, venerdi un tribunale di istanbul ha messo sotto processo il movimento ultranazionalista Ergenekon. Con una strategia della tensione puntavano ad un colpo di stato militare contro l’islamizzazione del Paese.

Oggi poi la corte cosituzionale ad Ankara darà un parere sulla richiesta di scioglimento dell’AKP, il partito islamico moderato del presidente Gül e del primo ministro Erdogan.

Secondo indiscrezioni dell’unità di crisi governativa, vi sarebbero ad ora tre persone fermate dalla polizia per un possibile coinvolgimento con l’attentato, il più grave negli ultimi cinque anni in Turchia.