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Incassato il taglio dei fondi UE la Bulgaria fa l'esame di coscienza

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Incassato il taglio dei fondi UE la Bulgaria fa l'esame di coscienza

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La Bulgaria ha incassato la reprimenda e la punizione arrivate ieri dall’Unione Europea e promette che si metterà al lavoro per correggere i problemi segnalati.

Criticando Sofia per la mala gestione dei fondi, per la mancata lotta a frodi e corruzione, Bruxelles ha confermato il congelamento di mezzo miliardo di euro di aiuti comunitari.

Il governo bulgaro ha così risposto: “Dire che questo rapporto non è al 100% obiettivo e giusto non aiuterebbe – ha detto il ministro per gli Affari europei Gergana Grancharova -. Scelgo un altro punto di vista e dico che questo rapporto sottolinea quegli aspetti della giustizia e degli affari interni dove non abbiamo raggiunto gli standard europei”.

Il primo ministro bulgaro Serghei Stanishev ha annunciato di non voler licenziare alcun ministro.

Bruxelles ha precisato che la decisione sulle sanzioni non è irreversibile. “Non appena la Bulgaria avrà compiuto i passi necessari per migliorare la gestione dei fondi e i controlli, la Commissione sarà pronta a ribaltare la sua decisione”, ha dichiarato il portavoce Johannes Laitenberger.

La Commissione Europea ha anche bacchettato la Romania, in particolare contestando l’ostruzione politica e giudiziaria ai processi per corruzione, ma ha anche sottolineato che Bucarest ha fatto progressi in questo campo e ha evitato sanzioni contro il Paese.