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Karadzic scriveva su un giornale e riceveva pazienti

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Karadzic scriveva su un giornale e riceveva pazienti

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Scene dalla seconda vita di Radovan Karadzic. Da latitante era tornato alla sua vecchia professione, quella di psichiatra, collaborando addirittura a una rivista specializzata edita a Belgrado. Sulle pagine di “Vita Sana”, si firmava però semplicemente David Dabic senza titoli professionali perché il direttore del giornale non aveva potuto verificarli.

“Si è presentato come Dragan David Dabic, neuropsichiatra – dice Goran Kojic, di Vita Sana -. Gli chiesi di mostrarmi il diploma per controllare ma mi disse che non l’aveva a disposizione perché era rimasto a casa della sua ex-moglie”.

Una formalità che non gli ha impedito però di lavorare in una clinica privata. I suoi numeri di telefono e indirizzo e-mail figurano ancora su Internet.

Tra gli abitanti della zona c‘è incredulità. In molti lo incontravano in autobus, sulla linea 73.

“Non ci posso credere, pare che avesse una parrucca – racconta un belgradese -. Dicono che vivesse qui, che è stato arrestato e che verrà estradato all’Aia. Non so cos’altro succederà”.

Secondo i magistrati neanche i proprietari dell’appartamento che occupava sapevano della sua vera identità.