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Albright: l'arresto di Karadzic è un passo avanti sia per i bosniaci che per i serbi

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Albright: l'arresto di Karadzic è un passo avanti sia per i bosniaci che per i serbi

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Nel 1995 fu lei a stringere la mano al Presidente jugoslavo Slobodan Milosevic. Erano gli accordi di Dayton che misero fine alla guerra in Bosnia. Madeleine Albright, allora ambasciatrice Usa all’Onu, commenta l’arresto di Radovan Karadzic: “Radovan Karadzic è responsabile di uccisioni etniche in massa in Serbia e Bosnia, episodi che fanno da spartiacque e che dimostrano che non si può sfuggire senza limite alla giustizia. E’ un fatto davvero importante per il popolo di Bosnia, per le vittime.

Ricordiamo tutti le immagini orribili di quanto accadde a Srebrenica. E’ una delle ragioni per cui abbiamo deciso che il tribunale per i crimini di guerra avrebbe dovuto stabilire colpe individuali, per mettere in chiaro che non c’erano responsabilità collettive. Quindi adesso il popolo serbo, che ha una nuova classe dirigente, potrà tornare ad integrarsi nella comunità internazionale e far parte dell’Europa”.

Gli accordi sottoscritti il 21 novembre di 13 anni fa, nella base militare in Ohio, riconobbero la presenza in Bosnia Erzegovina di due entità distinte: la Federazione croato-musulmana e la Repubblica Srpska. Erano passati appena 4 mesi dalla strage di Srebrenica: 8.000 civili musulmani di Bosnia uccisi dalle truppe dei serbi di Bosnia guidate dal generale Ratko Mladic.