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Stretta di mano tra Mugabe e Tsvangirai

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Stretta di mano tra Mugabe e Tsvangirai

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Non si incontravano in pubblico da dieci anni, si sono addirittura stretti la mano. Il presidente dello Zimbabwe Robert Mugabe, rieletto a fine giugno al termine di un voto che l’Occidente ha giudicato non democratico, si è accordato con il leader dell’opposizione Morgan Tsvangirai per avviare un dialogo che potrebbe sfociare in un compromesso per la condivisione del potere.

Mugabe non ha rinunciato a evocare le accuse di sempre contro gli oppositori, definiti burattini delle potenze straniere: “Dobbiamo tagliare ogni influenza su di noi da parte dell’Europa o degli Stati Uniti – ha detto Mugabe -. Se non l’abbiamo fatto prima, dobbiamo ora agire come zimbabwesi”.

Tsvangirai che si era ritirato al ballottaggio delle presidenziali dopo aver vinto al primo turno parla della necessità di uno “sforzo collettivo” che “richiede tolleranza, compromessi, richiede di mettere gli interessi dello Zimbabwe prima di tutto in questi negoziati”.

I risultati del primo turno, che hanno comunque consegnato il Parlamento all’opposizione, avevano scatenato violenze da parte delle forze governative e degli attivisti fedeli al presidente Mugabe.