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Soddisfazione a Bruxelles per l'arresto di Karadzic

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Soddisfazione a Bruxelles per l'arresto di Karadzic

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In queste ore a Bruxelles si è respirata la soddisfazione per l’indubbio successo ottenuto.
Soddisfazione per l’arresto di Karadzic, mescolata pero’ ad inviti ad attendere, la svolta serba necessita, si spiega, di altri test.

Il commissario europeo all’allargamento Olli Rehn, ha comunque reso un sentito omaggio alla determinazione dimostrata dal nuovo governo serbo che ha chiuso una pagina quella nazionalista aprendone un altra quella di un avvicinamento progressivo al resto dell’Europa.

Il ministro degli esteri serbo Vuk Jeremic era arrivato nella capitale belga questa mattina per spiegare che Belgrado ha ormai imboccato una strada nuova: “C‘è un impegno politico pieno da parte nostra, un impegno politico del governo serbo che intende cooperare con il Tribunale penale internazionale dell’Aja e adempiere a tutti gli impegni presi”

Alcuni paesi, l’Italia ad esempio con il ministro Frattini, sembrano favorevoli a rilanciare subito l’accordo di associazione e cooperazione siglato lo scorso aprile dalla Serbia con l’Unione Europea e poi congelato in attesa che i principali criminali di guerra vengano arrestati.

A Bruxelles sono piu prudenti. Aspettano la cattura di Ratko Mladic anche se l’arresto di Karadzic non sembra una semplice episodio, una casualità. Per Gergana Noutcheva del Centro europeo di studi politici “i serbi hanno avuto il tempo di valutare le opportunità offerte da un avvicinamento all’Unione Europea. Ne hanno soppesato i vantaggi e gli svantaggi ed hanno deciso di saldare i conti con il proprio passato”. Ora gli occhi sono puntati sul procuratore del Tribunale dell’Aja Serge Brammertz. Il suo giudizio sarà determinante per eventualmente scongelare l’accordo che potrebbe portare in un futuro forse non proprio lontanissimo Belgrado nell’Unione Europea.