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La vita parallela di Karadzic: lavorava in una clinica privata vicino a Belgrado


Serbia

La vita parallela di Karadzic: lavorava in una clinica privata vicino a Belgrado

Si faceva chiamare Dragan Dabin e si opccupava di medicina alternativa. La parabola di Radovan Karadzic è raccontata in questa foto con barba e capelli bianchi. E’ la prima da oltre 10 anni a questa parte dell’ex leader serbo di Bosnia accusato di genocidio e crimini di guerra.

13 anni di latitanza. Ieri l’arresto. I dettagli raccontati oggi in conferenza a Belgrado, forniti Rasim Liajic, responsabile dei rapporti con L’Aja:

“Radovan Karadzic utilizzava una falsa identità, con il nome di Dragan Dabic. Lavorava in uno studio privato di medicina alternativa e il suo ultimo domicilio è stato a Nuova Belgrado”.

Karadzic era il numero uno nella lista degli ultimi super-latitanti ricercati dalla giustizia internazionale per i crimini commessi fra 1992 e 1995. Mancano all’appello il leader militare serbo bosniaco Ratko Mladic e l’ex leader dei serbo-croati Goran Hadzic.

Entro 3 giorni il tribunale di Belgrado deciderà per l’estradizione. Karadzic potrà fare appello. Dopo altri 3 giorni la risposta definitiva delle autorità serbe. Al di là della quale ci sono le porte del carcere, presso il Tribunale Penale Internazionale de L’Aja.

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