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Francia, approvata la riforma costituzionale

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Francia, approvata la riforma costituzionale

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È considerato il più importante progetto di riforma della Costituzione francese, adottata nel 1958. Un progetto che riequilibra i rapporti tra l’esecutivo e il legislativo, fortemente sostenuto dal presidente francese Nicolas Sarkozy, che così si era espresso, nel 2007, poco dopo la sua elezione: “Mi auguro che il Presidente sia portato a rendere conto delle sue decisioni. Spero che venga studiata la possibilità affinché possa parlare almeno una volta all’anno davanti al Parlamento per spiegare le sue azioni e rendere conto dei risultati”.

Un anno dopo, questa proposta fa parte della riforma. Che tocca anche l’articolo 49.3, che permette al Governo di far passare una legge senza consultare il Parlamento: opzione d’ora in poi possibile solo una volta a sessione parlamentare.

Modificato anche l’articolo 16 che dona pieni poteri al Presidente: dopo sessanta giorni potrà essere avviata una procedura di controllo da parte del Consiglio Costituzionale. Il Capo dello Stato, inoltre, non potrà essere eletto per più di due mandati consecutivi.

Parallelamente, la riforma prevede una serie di misure volte a rafforzare i poteri del Parlamento. L’ordine del giorno, per esempio, non sarà più fissato solo dal Governo, ma per metà anche dal Parlamento stesso. Il Governo sarà anche tenuto a informare il Parlamento delle operazioni militari e dovrà domandargli l’autorizzazione nel caso venissero proporogate.

L’opposizione, dal canto suo, avrà più tempo a disposizione per esprimersi e sarà maggiormente rappresentata all’interno delle commissioni parlamentari.

Novità anche riguardo alla parità di accesso, da parte di uomini e donne, a incarichi di responsabilità sul lavoro, nella politica e nella società, ora garantita dalla legge.

La riforma riguarda anche i referendum: saranno obbligatori per la ratifica delle nuove adesioni all’Unione Europea. E sarà possibile organizzare un referendum d’iniziativa popolare a condizione che venga raccolto un determinato numero di firme sia da parte dei cittadini che dei parlamentari.

Il pacchetto di misure è stato modificato numerose volte attraverso il gioco degli emendamenti parlamentari. Grande escluso, il progetto di riforma della procedura per l’elezione dei senatori, fortemente sostenuto dall’opposizione.