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Prove di censimento tra i rom a Roma

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Prove di censimento tra i rom a Roma

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Nessuna schedatura ma un censimento a fini umanitari. Così la Croce Rossa ha voluto descrivere il primo mini-censimento effettuato giovedì a Roma nella piccola comunità bosniaca del campo rom di Corviale: niente impronte digitali ma solo aiuti umanitari come ha voluto specificare il presidente della Croce Rossa Italiana Massimo Barra.

“Noi siamo qui solo per aiutare questa gente, ha detto Barra, per portare assistenza a delle persone che troppo spesso vengono discriminate e lasciate sole. La nostra missione è portare assistenza. Quest’operazione non ha nulla di repressivo”.

Nel corso dell’esperienza-pilota sono stati 32 i rom che si sono volontariamente sottoposti al mini-censimento della Croce Rossa.Superata l’iniziale diffidenza verso i volontari i nomadi hanno rilasciato le loro generalità e quelle dei loro bambini.

Ufficialmente il censimento scatterà lunedì. Il Viminale sta ancora lavorando alle linee guida mentre non si placano le polimiche. Il governo della Romania insiste: senza adeguate misure di carattere sociale può darsi che le impronte e il censimento non siano sufficienti a risolvere il problema della sicurezza e della criminalità.