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Nuova fuga di uranio, il governo chiede trasparenza e analisi preventive

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Nuova fuga di uranio, il governo chiede trasparenza e analisi preventive

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Un mea culpa e un nuovo incidente alimentano il dibattito sul nucleare in Francia.

A Romans-sur-Isere, di nuovo nel sud-est del Paese, una limitata quantità di uranio è fuoriuscita da un sito di produzione di combustibile nucleare.

E’ gestito da una filiale del gruppo Areva. Il colosso energetico ha ammesso errori tecnici e ha licenziato il direttore della centrale di Tricastin dopo l’incidente di dieci giorni fa.

“Ci dispiace per quello che è accaduto, e’ un incidente di livello 1, senza impatto sulla salute della popolazione, ma ha comunque suscitato molta inquietudine”, ha detto l’amministratore delegato Anne Lauvergeon.

Le analisi sollevano ancora molti interrogativi: hanno rilevato la presenza di uranio anteriori all’incidente nella falda freatica nei dintorni del sito.

Trasparenza totale nell’informazione sulle falde freatiche è stata chiesta dal ministro dell’ambiente Jean-Louis Borloo.

“Non c‘è stato nulla di estremamente grave, ma mi auguro comunque che vengano compiute analisi su tutte le falde freatiche, attorno a tutte le centrali”, ha detto.

Gli ecologisti chiedono analisi in tutti i siti nucleari, in particolare nelle vecchie miniere di uranio. Settantaquattro chili quelli fuoriusciti tra il 7 e l’8 luglio dal sito di Tricastin.

Gli abitanti considerano “inaccettabile” il modo in cui è stato gestito l’incidente.