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Mediatori al lavoro per aiutare Leterme a risolvere crisi

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Mediatori al lavoro per aiutare Leterme a risolvere crisi

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Yves Leterme resta in carica, tre mediatori, non neerlandofoni, lo aiuteranno a cercare una via d’uscita alla nuova crisi del Belgio. Il Re Alberto Secondo ha respinto le dimissioni del premier e ha nominato tre esponenti politici, due francofoni e uno della minoranza germanofona, affinché lo aiutino a trovare finalmente un accordo tra fiamminghi e valloni sulle riforme istituzionali.

Per Marianne Thyssen, presidente dei Cristiano-Democratici, il partito di Leterme, si tratta di un passo positivo: “La decisione del Re vuole dire che spetta ai francofoni, ora, assumersi le proprie responsabilità, cosa che chiediamo da tempo. In secondo luogo, non si può più attendere perché questi mediatori devono fornire il loro rapporto entro la fine di luglio”.

Con le dimissioni di Leterme, il Paese si è di nuovo bloccato. I tre si sono già messi al lavoro e si riuniranno la prima volta il 22 luglio. “Questo ci permette di avere un po’ di calma per poi rilanciare il dialogo tra le comunità – ha detto il vice premier e ministro delle Finanze Didier Reynders. Dunque – ha aggiunto – se per la fine di luglio si può avere una proposta concreta per organizzare questo dialogo, potremo rimetterci al lavoro”.

Leterme aveva gettato la spugna lunedì a causa del mancato compromesso su una serie di riforme che garantissero alle ricche fiandre maggiore autonomia, senza però penalizzare i francofoni.