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La Russia ricorda la famiglia reale giustiziata novant'anni fa

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La Russia ricorda la famiglia reale giustiziata novant'anni fa

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Nella notte fra il 16 e 17 luglio 1918 a Ekaterinenburg, negli Urali, venne giustiziata la famiglia dei Romanov. Nel luogo dove i bolscevichi uccisero l’ultimo zar di Russia Nicola II, sua moglie e i loro cinque figli è stata costruita la Chiesa del Sangue Versato, dove sono iniziate le commemorazioni in ricordo della famiglia imperiale alla presenza dei discendenti.

“Quando venni a Ekaterinenburg per la prima volta – spiega Olga Nikolayevna Kulikovskaya-Romanov – la città mi sembrava fredda e ostile. Certo, è per quello che è successo qui che ho avvertito questa ostilità, questa atmosfera così pesante”.

Lo zar Nicola II salì sul trono all’età di 26 anni, particolarmente scosso perché, come confidò allora ai più intimi, non si sentiva pronto a governare. Nel 1904 impegnò la Russia in una guerra contro il Giappone che si rivelò disastrosa.

La prima guerra mondiale segnò la fine del regime zarista: con la presa del potere da parte dei bolscevichi l’imperatore fu costretto ad abdicare nel marzo del 1917.

Arrestati, i Romanov furono trasferiti a Ekaterinenburg nell’aprile del 1918. Poche settimane dopo – nella notte fra il 16 e il 17 luglio – lo zar, sua moglie e i loro 5 figli – quattro femmine e un maschio – furono giustiziati, assieme ad alcuni collaboratori.

Alla vigilia del novantesimo anniversario della loro morte, la procura federale russa ha confermato l’identificazione dei resti del principino e di una delle sue sorelle. Resti trovati nel 2007 e identificati grazie a diverse analisi del Dna.

I corpi dei Romanov vennero gettati in alcune fosse comuni nei pressi di Ekaterinenburg. I resti degli altri cinque membri della famiglia furono scoperti nel 1991 e identificati sette anni dopo.

L’allora presidente russo Boris Eltsin decise di inumare le spoglie con un funerale di Stato a San Pietroburgo. Due anni dopo la chiesa ortodossa ne canonizzò i membri, considerandoli martiri. Nel Paese si discute da tempo su una eventuale riabilitazione della famiglia imperiale, riabilitazione rifiutata finora dalla Corte Suprema russa.